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Metamorfosi d’un giocattolo

Metamorfosi d’un giocattolo

Nella seconda metà degli anni ‘50, ancora bambino, ricevetti in dono da Santa Lucia (almeno così credevo – dalle mie parti – è lei il munifico santo che a Dicembre rende insonni le notti dei bimbi in ansiosa attesa) il giocattolo che vedete qui.

Anche se la forma e I dettagli sono per forza approssimativi, a causa della costruzione in latta tipica di quegli anni e il conducente-clown stona un po’ col glamour della vettura reale (cose trascurabili agli occhi di un bambino), la si riconosce a prima vista. Il giocattolo mi colpì molto: fabbricazione tedesca della GAMA (acronimo di Georg Adam- Mangold)… e cos’altro poteva essere? Movimento a molla con carica a chiave, inversione di marcia automatica (con la testa e il braccio destro del clown che ruotavano all’indietro) non solo quando il muso urtava un ostacolo, ma anche quando raggiungeva il bordo di un tavolo su cui si muoveva, tramite un ingegnoso meccanismo. Forse per questo motivo ci giocavo sempre con molta attenzione e ne ebbi gran cura, conservando intatta anche la scatola.

Gli anni passarono via veloci, I miei interessi si spostarono e la piccola 190 SL da giocattolo divenne oggetto da collezione.  Ciononostante di tanto in tanto la tiravo fuori dalla scatola e me la guardavo, giusto per ricordarmela bene.

Quando, molti anni dopo, il mio interesse si concentrò sul corrispondente “gioco per grandi”, entrandone in possesso, spesso mi chiedevo se quel vecchio regalo, entrato profondamente nel mio immaginario e lì rimasto sepolto per più di quarant’anni, fosse stato nel mio caso l’originale responsabile della passione che accomuna così tanti appassionati di questo modello nel segno della stella. Chissà…

Metamorfosi d'un giocattolo

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