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Un ricordo della Fiera di Padova

Uno dei ricordi più divertenti che ho della Fiera Auto Moto d’Epoca è quando con il Club Amici 190SL abbiamo partecipato per la prima volta all’edizione patavina del 1993. 

Non ricordo bene le date e le condizioni di registrazione. Sicuramente il tutto si formalizzava prima della stesura e rogito dell’atto di costituzione e relativo statuto del club nel Novembre 1993. 

Ricordo invece l’approssimazione, la mancanza di organizzazione e la totale anarchia che avvolse quel fine settimana di Ottobre. La partenza da Firenze, da via Guerrazzi sede dell’officina meccanica di Mario Bussi, coinvolse due 190SL (quella di Mario e la mia), attrezzature varie come due vecchi cavalletti da pittore, manifesti Mercedes, vecchie fotografie della 190SL, un’aspirapolvere di Angela, prolunghe, scotch, martello e chiodi e la grande cassetta degli attrezzi di Mario. Avevo anche fatto stampare da un vecchio tipografo di via San Gallo a Firenze, un brutto depliant che cercava di spiegare il nostro obiettivo. 

Particolare risalto era dato ad un lungo lenzuolo da sala operatoria che un ortopedico zelante, il Dottor Enrico Seri, aveva recuperato chissà dove e sul quale avevamo dipinto a lettere stencil il lapidario titolo del nostro “non ancora sodalizio”: Club Amici 190SL. Il tutto farcito da una meravigliosa ed ingenua incoscienza. 

Arrivati a Padova capimmo bene che eravamo dei dilettanti. Porsche 356 esibiva già uno stand da paura, i grandi Club romani e milanesi esibivano pezzi unici come barchette ed eleganti fuoriserie anteguerra. Noi entravamo come pivelli con le nostre Roadster, cercando di prendere possesso del piccolo stand assegnato. Ricordo che l’area era l’angolo di una grande penisola suddivisa da pannelli bianchi ed esibiva un’elegante moquette grigia ancora plastificata. 

Tutta la penisola era in allestimento per mano di altri Club già molto organizzati e avanti rispetto a noi e ai quali ci presentammo per i saluti di prammatica, sorridendo e regalando biscotti di Prato. 

I responsabili del Club che divideva la nostra medesima quinta di fondo, un lungo pannello di formica non particolarmente saldo a terra, stava appunto terminando l’affissione di foto di rally e aveva sistemato in stand due o tre belle Fiat 124 spider. Avevano quasi terminato il lungo lavoro di allestimento di tutta la parete divisoria che noi eravamo ancora indietro. 

I cavalletti da pittore servirono per esibire due poster Mercedes, il lungo lenzuolo con la dicitura del Club era stato attaccato alla parete con del volgare scotch, rimanevano le foto incorniciate da attaccare alla parete.

Mario prese martello e chiodi prendendo con una matita delle misure approssimate dove attaccare i quadretti, io lo seguivo per dire la mia e contribuire a questo atto finale e rendere così lo stand del 190SL il più accettabile possibile. 

Il primo colpo di martello che Mario assestò sul chiodo fece vibrare tutta la parete con decisione.  La seconda reazione fu un rumore unico di quadri che cadono in successione con un rumore tintinnante di vetri rotti, il terzo incubo furono le urla di chi, di là dalla parete, aveva terminato il suo lavoro di affissione ed ora si ritrovava tutto per terra. Un colpo di martello di Mario, quindici quadretti della 124 spider per terra. 

Qualcuno di loro si era affacciato urlando e bestemmiando e noi non potemmo che avvertire l’imbarazzo del dilettante allo sbaraglio, dell’incapace che fa solo guai. La frustrazione avvolse il nostro povero stand. Bastò però uno sguardo fra noi per alimentare un ridere da lacrime agli occhi per quel maldestro atto di sabotaggio al Club 124 spider.

Il Club Amici 190SL, in quella edizione patavina di secoli addietro, aprì ufficialmente la sua attività dimostrando carattere, simpatia e grande capacità di unione. Valori che, a distanza di tanti anni, vogliamo ancora trasmettere a tutti coloro che passano dal nostro “stand virtuale” e desiderano comunque partecipare ai prossimi raduni.

Auto Moto d'Epoca 2024

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