Oggi, con la tecnologia led, è un particolare della macchina che non serve più. I “vecchi” fari antinebbia sono stati surclassati da sistemi intelligenti ben più efficienti. Ma un tempo era quasi fondamentale averli, soprattutto sulla 190SL che, di notte, diciamo non è un falco. L’accessorio opzionale after market era perfettamente progettato per integrarsi nella linea della macchina. Anche in questo caso Bosch aveva predisposto uno stile ben integrato nel frontale della macchina. Inoltre la 190SL, poteva anche essere corredata di rostri anteriori (bumper) che nei modelli americani erano obbligatori per le norme statunitensi. Non erano belli ma erano sicuramente un must che molti pagavano caro.
La Becker Mexico, una radio ultra tecnologica per il tempo (aveva la ricerca automatica dei canali, premendo sulla barra inferiore) e abbinata ad una sola cassa (le trasmissioni stereofoniche erano di là da venire), posta centralmente sotto al cruscotto. L’impianto era provvisto di antenna manuale. La particolarità della Mexico era la raffinatezza dei pomoli di comando del volume e frequenza, della medesima forma di quelli originali sul cruscotto dell’auto
Solo per avere un’idea, quanto costava personalizzare la propria 190SL? Considerato che nel 1960, per cambiare un dollaro ci voleva 620 lire, non era proprio economico aggiungere optional alla propria 190SL. Ecco alcune cifre: circa 240$ il set di valigie in cuoio; 256$ la radio Becker Mexico con l’antenna automatica 46$ in più; l’aletta parasole in acetato trasparente per il passeggero 7,50$; la tappezzeria in pelle 220$; i bumpers anteriori 55$. Cifre che in Italia ti permettevano di comprare uno scooter. La 190SL veniva venduta con due allestimenti: Roadster, quindi senza il tetto rigido, a 5.020$ e Coupé a 5.232$. Certo fa pensare che, già nel 1960, era possibile acquistare per una Mercedes 300c il telefono in macchina al prezzo di 340$.
L’orologio Kienzle che era di corredo ma solo su ordinazione fino al 16 Maggio 1956, poi di serie. Nella foto a destra l’orologio che aveva la carica manuale per restare carico per sette giorni ed era montato sul cassetto del cruscotto. Aprendo il cassetto è possibile regolare l’ora e caricare l’orologio. L’orologio aveva la medesima grafica degli altri strumenti in dotazione.